La Lombardia verso la zona arancione da domenica: ” Una settimana in rossa per errore”

MILANO – “Attendiamo  da Roma notizie per la Lombardia in zona arancione” così questa sera Attilio Fontana durante un’intevista pubblicata sul suo profilo Fb. La conferma dal Ministero potrebbe arrivare già in serata, o al più tardi domani mattina.

E se sul fatto che la Lombardia dovrebbe essere arancione, visti i dati di queste settimane, ormai sembrano non esserci dubbi, nel pomeriggio di oggi è scoppiata la polemica tra Regione e ISS per l’invio dei dati sbagliati.

Secondo l’Ansa, dal Pirellone sarebbero stati inviati dati poi rettificati in un secondo momento. Giovedì la Regione aveva fatto sapere di aver inviato alla Cabina di Regia una serie di “dati aggiuntivi” per “ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente”.

I dati errati riportando un indice Rt più alto rispetto a quello reale e questo ha comportato l’entrata della Lombardia in zona rossa a partire dal 17 gennaio.

Una giornata fatta di accuse e contro accuse, dove il governatore Fontana dava la colpa di un’errata interpretazione dei dati da parte della cabina di regia, di cui fanno parte ministero, Iss e gli stessi rappresentanti delle Regioni arrivando a palare di “calunnie”. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette – dice Fontana – a Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, ha scritto su Twitter il Governatore per poi ribadirlo anche durante l’intervista.

Dall’altra parte l’Istituto Superiore di Sanità che replica: “la stima dell’indice Rt della Lombardia è stata cambiata perché la Regione ha modificato i dati inviati all’Iss sul numero dei pazienti sintomatici”.

Anche il nuovo assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi, ha commentato: “Il Governo prenda atto degli errori commessi fino ad oggi e faccia tornare subito i lombardi a lavorare. Roma la deve smettere con questo attacco e questo astio nei confronti del sistema produttivo Lombardo e in generale di tutti i lombardi. Regione Lombardia utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per tutelare i propri cittadini e lo farà fino a quando la situazione non cambierà”.

Duro l’attacco alla Regione da parte dell’M5S “La Regione Lombardia risponda di questo imperdonabile errore e paghi i danni a tutte quelle imprese, a tutti quei lavoratori, a tutti quegli studenti che stanno subendo sulla propria pelle gli effetti dell’incapacità di questa Giunta – commenta Massimo De Rosa, capogruppo M5S in Regione minacciando azioni legali.

Non è più solo un’ipotesi quindi che la Lombardia possa uscire dalla zona rossa prima dello scadere delle due settimane (tempo necessario per un’eventuale cambio di colore) e già domenica potrebbe passare in arancione, ma per questo bisognerà attendere l’ordinanza del Ministro Speranza.

Nel frattempo in una nota la Regione Lombardia precisa: “Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’ , tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità”. “Azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità – prosegue la nota – resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’ISS per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma”.

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Come la Lombardia è diventata rossa

Venerdì scorso, all’annuncio della collocazione in zona rossa per almeno due settimane (dal 17 fino al 31 gennaio, dunque) Fontana e Moratti avevano annunciato un ricorso al Tar del Lazio contro il dpcm del 14 gennaio e l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Quello che la Lombardia contestava era la decisione basata su dati vecchi, ed in particolare risalente alla settimana tra il 4 e il 10 gennaio, con indice Rt del 31/12 oltre al fatto che il dpcm tenesse in considerazione solo questo valore invece che altri come l’incidenza di 250 casi ogni 100 mila abitanti, dato invece favorevole alla Lombardia.
Il ricorso è stato presentato martedì, il Tribunale ha rimandato la prima udienza a lunedì 25 gennaio per acquisire i dati relativi alla settimana dal 10 al 17 gennaio.