Il risparmio energetico a misura di bimbi, tra pasta al dente e luci a led

(Adnkronos) – I bimbi hanno paura del buio? Accendiamo la lucina da notte. “Ma a led, o a basso consumo”. La temperatura delle stanze? “L’ideale è 19 gradi, non di più”. A tavola, invece, sì a pasta al dente e cibi freschi che non richiedono cottura. E prima della nanna, niente schermi accesi. Sono alcune regole d’oro per affrontare l’epoca del caro bollette in famiglia. A mettere insieme per l’Adnkronos Salute il vademecum del risparmio energetico a misura di bimbo è il pediatra Italo Farnetani che assicura: “Si possono ridurre i consumi rispettando le esigenze dell’infanzia”. Dedicare attenzione a questo obiettivo virtuoso “è utile e indispensabile oggi”. Risparmio sì, “ma non a spese dei bambini”.  

Il primo grande capitolo: la luce in stanza. “Va tenuto presente – esordisce il professore ordinario di Pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta – che soprattutto agli under 10 il buio può far paura perché rappresenta qualcosa di sconosciuto. Anche se ora siamo in piena crisi energetica, quando si svegliano di notte lasciamogli la luce accesa. Evitiamo di lasciarli al buio totale, se li aiuta, scegliendo lampade a basso consumo energetico. Ci sono alcuni piccoli che sono abituati a dormire con una piccola luce. Per conciliare questa abitudine con le esigenze di risparmio, basterà sceglierne una a led e continuare a usarla. Anche per i neonati. Ricordo a questo proposito che settembre e ottobre sono i mesi di massima natalità. Appena portato il bebè a casa, dunque, sì a una piccola luce a led per la nanna”. 

Il messaggio è chiaro: “Modifichiamo i nostri impianti, la tecnologia di casa, piuttosto che creare un problema ai più piccoli”. Si può agire anche sul fronte riscaldamenti. E qui basta davvero poco. “Una premessa: i bambini sudano meno e in modo meno efficiente degli adulti, per cui sentono più caldo dei genitori – rileva Farnetani – Questa regola generale può guidare la scelta della temperatura delle stanze: 19 gradi è l’ideale, ciò che ho sempre indicato come ottimale anche in tempi in cui l’approvvigionamento energetico non era un problema. Salendo troppo, oltre i 20 gradi, la temperatura si fa più pericolosa per i bambini, soprattutto per i più piccoli. Anche per il bagnetto va fissata una soglia: l’acqua deve essere a 36-37 gradi per le prime volte, compiuti i 3 mesi può scendere a 34-35, oltre l’anno sono sufficienti 32 gradi centigradi”. In generale, prosegue l’esperto, per i rubinetti “consiglio di tenere bassa l’acqua calda sia nei bagni che nelle cucine. Si ottiene anche un vantaggio di sicurezza, perché i bambini potrebbero ustionarsi se la aprissero inavvertitamente, come ripetutamente dimostrato da ricerche scientifiche”.  

“Anche in cucina: l’alimentazione dei più piccoli può far risparmiare energia – evidenzia il pediatra – La pasta, per esempio, è più digeribile al dente. Le uova sode, cioè quelle che richiedono un maggior tempo di ebollizione, sono le meno digeribili, pertanto non sono consigliabili. I formaggi, che non richiedono cottura, raccomando di consumarli più di quanto in realtà oggi viene fatto: un bambino li dovrebbe assumere almeno 3 volte a settimana per l’apporto di calcio. Fanno bene, dunque, e non richiedono energia”.  

Farnetani dice invece “no ai cibi precotti, perché anche se apparentemente fanno risparmiare energia” per via di cotture più rapide, “costano di più e non si sa mai con quali oli e procedure sono stati cucinati in precedenza. Meglio scegliere i prodotti cucinati in casa”. Anche fra le verdure ci sono nemici del kilowatt: “Fra le più gradite, al primo posto, ci sono i pomodori. Ovviamente crudi, purché rigorosamente rossi. E qui, oltre al risparmio di energia, la scelta è nutrizionalmente appropriata e piace”, sorride il medico. 

C’è poi il nodo schermi. “La sera, prima di andare a letto – avverte Farnetani – lo smartphone, la televisione o il computer non facilitano l’addormentamento. Quindi fanno male e consumano energia inutilmente. Soprattutto i bambini di meno di 6 anni preferiscono che uno dei genitori gli racconti una storia o anche che semplicemente gli parli”. Il tempo libero? Può essere ‘green’ e a basso consumo. Lasciando l’auto in garage e i device tecnologici spenti. “Andare in bicicletta al sabato ha tutti i vantaggi dal punto di vista della salute e del contatto umano e non consuma energia”, se non a livello di organismo qualche caloria, che fa sempre bene. Si può spiegare ai più piccoli la crisi energetica? “I genitori non abbiano paura – esorta lo specialista – a chiedere ai bambini di rispettare le indicazioni per il risparmio energetico. I più piccoli si sentiranno in questo modo coinvolti nelle ‘cose da grandi’, ma acquisiranno anche delle regole. Cioè i limiti che aiutano a crescere. Seguire queste regole – conclude – sarà un vantaggio per la società, ma anche per la formazione della persona umana. Nessuna paura, quindi, e facciamo della lotta al caro bollette una ‘questione di famiglia'”. 

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