Natale e regole Covid, cosa dicono egli esperti

A meno di un mese da Natale, con il rischio zona gialla per l’aumento dei contagi in più di una regione e con lo spettro della variante Omicron, si prospettano ancora feste condizionate dal Covid, con regole, misure e restrizioni. Alcuni esperti sconsigliano ancora per quest’anno le lunghe tavolate, i baci e gli abbracci, tenendo i bambini a distanza dai nonni. Altri consigliano prudenza, ma ricordano l’importanza della vaccinazione e della terza dose. 

LOPALCO: “PER NONNI VACCINATI RISCHIO DA CONTATTI CON NIPOTI RIDOTTO” 

“Durante le feste natalizie se i nonni sono vaccinati, il rischio rispetto al contatto con i nipotini si riduce di molto. Se papà e mamma sono vaccinati, ancora di più. Se anche i nipoti fossero vaccinati sarebbe il massimo, ma ancora il vaccino per i piccoli non è disponibile. Quest’anno però la cena di Natale in famiglia può essere più serena rispetto allo scorso anno”, ha detto all’Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore alla Sanità della Puglia.  

BASSETTI: “CORRIAMO CON TERZE DOSI A NONNI”  

Sulla stessa linea Matteo Bassetti. “E’ chiaro che dobbiamo spingere sulle terze dosi ai nonni e recuperare con le prime dose. Ma il Natale deve essere quello che conosciamo da sempre, con gli abbracci e passandolo con le persone care – rimarca dnkronos Salute – Magari evitiamo cene con decine e decine di persone, ma i nostri nonni hanno sofferto troppo”. Mentre per lo shopping natalizio, Bassetti è contrario all’obbligo delle mascherine all’aperto, un provvedimento invece che stanno adottando molte città. “Se vogliamo rendere sicuri i centri delle città non torniamo indietro con l’obbligo della mascherina all’esterno, ma si decida – suggerisce – per lo shopping solo con il Green pass”.  

GISMONDO: “MOLTO GRAVE OGNI ABBRACCIO MANCATO A UN NONNO A NATALE” 

“Credo che un abbraccio mancato a un nonno, a un parente, sotto Natale sia molto molto grave dal punto di vista sociale e psicologico”.sostiene Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “Io ritengo che ci siamo vaccinati per conquistare un po’ di serenità – osserva Gismondo all’Adnkronos Salute – Se è vero che ci possiamo infettare” benché immunizzati contro Sars-CoV-2, “è anche vero che questo vaccino ci ha promesso di salvarci dalla morte e dalla forma severa” di malattia, “come sta facendo abbastanza bene”. Quindi “sì la mascherina – raccomanda – sì il distanziamento, però non esageriamo. Non dividiamo ciò che la società nei secoli ha costruito”.  

ANDREONI: “A NATALE TAVOLI SEPARATI NONNI E NIPOTI” 

Più drastico Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), per il quale “non dobbiamo essere pessimisti, si potranno anche passare con i propri cari, ma rispettando alcune regole che poi sono quelle che conosciamo. Il fatto di riunirsi tra persone vaccinate riduce il rischio di infezione anche se non lo esclude. Il primo consiglio che posso dare è di creare un ‘cordone’ di sicurezza per gli anziani e i fragili, ad esempio per i pranzi e le cene pensare a tavoli separati tra nipoti e nonni”. “Meglio poi indossare la mascherina e, quando possibile, mantenere sempre un certo distanziamento, soprattutto nei momenti di massimo festeggiamento. Se siamo cauti e accorti questo Natale riusciremo a festeggiarlo in famiglia”, conclude Andreoni.  

MINELLI: “NATALE IN FAMIGLIA SOLO SE TUTTI CON ALMENO DOPPIA DOSE” 

“Riproporre sic et simpliciter lo stesso scenario dell’anno scorso sarebbe un errore, soprattutto di comunicazione. Per il pranzo di Natale, al netto di quarantene più o meno giustificabili, dobbiamo riconsiderare l’ambito familiare sulla scorta dell’esperienza. È l’esperienza per noi, tutti, debbono essere i vaccini. Se abbiamo anziani o persone fragili esse potranno entrare in contatto con altri solo da vaccinati, meglio in un ambiente in cui tutti siano stati immunizzati con doppia dose, anche i giovanissimi, e meglio ancora se l’over 60 ha ricevuto la terza dose”, sottolinea all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata. “Nel caso poi in cui vi siano under 12 non vaccinati o non ancora, sarebbe opportuno, per ragioni prudenziali, evitare contatti stretti o diretti e soprattutto per lungo tempo – avverte Minelli -. Nessuno di noi immagina le preoccupazioni di un anno fa, ma le misure protettive vanno adottate. Mascherina al chiuso, locali ben arieggiati e un numero limitato di invitati a tavola sarebbero segnali di buon senso che possono ancora aiutarci, in attesa che la vaccinazione universale possa mostrare i benefici del suo corso”. 

Infine, Minelli si rivolge a chi ancora avanza dubbi sui vaccini. “Per tutti quelli che dicono ‘allora che vi vaccinate a fare se tanto il Covid ve lo pigliate uguale’: il vaccino non produce barriere respingenti contro le quali il virus si infrange disintegrandosi. Il vaccino evita la malattia sintomatica, le sue complicanze e la morte – rimarca – La domanda semmai sarebbe di altro genere: perché consentire al virus di continuare a circolare e dunque a mutare, tanto più in ambienti frequentati da ospiti non tutti omogeneamente guarniti di difese immunitarie adeguate, visto che una possibilità di bloccarne la corsa esiste realmente?”.  

RICCIARDI: “CON NIPOTI A PRANZO NATALE ATTENTI A NONNI SENZA TERZA DOSE”  

Il Natale separato tra nonni e nipotini ancora non vaccinati? ” Non è necessario ma dovrà essere un Natale ‘attento’. Perché gli anziani che non hanno fatto la terza dose, o sono particolarmente fragili, corrono il rischio di infettarsi. Non è il caso di fare grandi tavolate ma, conoscendosi in famiglia e adottando qualche precauzione, possiamo concederci feste serene”, afferma all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e docente d’Igiene.  

Ricciardi ribadisce l’importanza della prudenza. “E’ chiaro che i bambini che non possono essere vaccinati al momento, con la velocità di circolazione della variante Delta – e probabilmente di Omicron, sperando che non si diffonda tanto – sono a rischio infezioni perché la contagiosità è tale che se non vengono rispettate le distanze di sicurezza nelle classi (ed è molto difficile riuscirci) l’infezione è possibile. Questo vuol dire che quando i bambini entrano in contatto con i parenti non protetti il pericolo c’è”.  

CAUDA (GEMELLI): “OSPITI FACCIANO TAMPONE” 

“La cautela nelle persone anziane non deve venir meno, anche al di là del pranzo di Natale. L’essere vaccinati non ci deve esimere dall’impiego di tutte le precauzioni possibili, delle mascherine e del distanziamento”. E’ il monito di Roberto Cauda, direttore di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma. “E’ chiaro poi” che queste attenzioni “vanno declinate nelle singole situazioni. Non possiamo impedire il pranzo di Natale – afferma l’infettivologo all’Adnkronos Salute – però evidentemente quanto più grande è la platea di persone tanto più elevato teoricamente è il rischio. La vaccinazione funziona – sottolinea Cauda – ma funziona quanto più si è vaccinati con la terza dose, cioè anche chi ha completato la vaccinazione ma l’ha completata da qualche mese, soprattutto se anziano, ha un rischio maggiore di avere qualche nocumento da qualche trasmissione di virus”.  

Tuttavia “non c’è una regola assoluta su ciò che si può fare o non si può fare. Certo – dice l’esperto – il bacetto al nonno anche se è per ringraziare del regalo ricevuto forse si potrebbe evitare. Bisogna cercare di stare un po’ più a distanza tenendo presente – evidenzia – che c’è una quota parte di giovani over 12 e tutti quelli under 12 che non sono ancora vaccinati e tra i quali, secondo l’Istituto superiore di sanità, circola molto il virus. Consiglierei anche un paio di tamponi, soprattutto alle persone che magari hanno un raffreddore, per evitare rischi”.  

 

(Adnkronos)